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La città vista dai fotografi

pubblicato 24 ott 2013, 06:04 da marco maraviglia   [ aggiornato in data 25 ott 2013, 03:39 ]

La città vista dai fotografi. Alcune considerazioni sul rapporto tra fotografia e brand di Napoli.

Estratto dell’intervento di Photo Polis durante l’incontro “Frammenti differenti. Napoli: fare vedere, promuovere la cultura d’architettura” del 23 ottobre 2013 a cura dell'Associazione Mnèsicle e tenutasi presso la Libreria Clean a Napoli.

I fotografi specializzati in fotografia di viaggio, turismo e architettura che realizzano reportage destinati all’editoria internazionale hanno il compito, non sempre facile, di rendere al meglio i luoghi che devono raccontare. Per il lavoro sono fondamentali la scelta di un buon punto di vista, il taglio dell’inquadratura e la luce giusta. Ma non sempre basta. Ci sono situazioni in cui anche i più bravi fotografi hanno difficoltà a scattare immagini belle, “pulite”, per la presenza di un albero malato o un’aiuola incolta, un graffito, un’antenna parabolica alle spalle di un monumento, un cartellone pubblicitario, un cassonetto dell’immondizia... Tutti elementi che rovinano quello che poteva essere il miglior punto di vista scelto dal fotografo.

Con il suo lavoro, attraverso le proprie immagini, il fotografo specializzato in editoria turistica divulga la parte migliore e più originale dei luoghi, con lo scopo di far nascere nel lettore del magazine o della guida l’interesse a visitare quei posti.

La fotografia è uno strumento essenziale per la divulgazione dell’immagine di una città, è il suo biglietto da visita, un elemento cardine della strategia di comunicazione visiva necessaria per incoraggiare il turismo. Ma se la città, il borgo, il paesello è "graficamente" mal rappresentato, il lavoro di chi opera nella ricettività e nella ristorazione è compromesso e il suo potenziale economico non raggiunge il 100%.

Nel loro intervento, i fotografi Marco Maraviglia e Massimo Vicinanza di Photo Polis hanno evidenziato alcuni punti che gli enti preposti alla gestione della città, e in particolare di Napoli, dovrebbero approfondire e sviluppare per rendere più efficace il loro lavoro di comunicazione. Gli argomenti trattati potrebbero apparire non inerenti al compito assegnato al fotografo, ma in realtà fanno parte delle problematiche legate al suo lavoro.


In sintesi:


Brand

Il brand di una città serve a divulgarne le sue caratteristiche sotto la migliore veste affinché il “prodotto-città” sia “confezionato” nel modo più adeguato rispettandone il design socio-storico-culturale. Non può ridursi alla scelta di un semplice logo, ma è lo studio di una vera e propria strategia di marketing tesa a stabilire le linee guida che diano una forte identità al luogo, e sulle quali si progetterà, poi, tutta la campagna di comunicazione.

È inconcepibile che un’azienda privata possa allestire uno stand in prossimità di un monumento fatiscente, decapitato, come ad esempio il caso della “casa di Barbie” della Mattel vicino alla Cassa Armonica in Villa Comunale nelle sue attuali condizioni, perché tutte le immagini prodotte veicolano un messaggio negativo. Insomma, è un-branding.


Commissione multidisciplinare

Un’idea è di coinvolgere, a rotazione, figure professionali della città appartenenti a ogni settore creativo creando una commissione-intellighenzia che esprima ufficialmente i propri pareri e dia suggerimenti su tutte le attività della macchina comunale.

Architetti, urbanisti, artisti, fotografi, registi, scenografi, filosofi, scrittori, designer, scienziati, tecnologi, pubblicitari… tutti assieme per scatenare un’onda di energia creativa multidisciplinare, con tanti punti di vista che darebbero forza e beneficio alla progettazione della città.

La commissione-intellighenzia rappresenterebbe il potenziale creativo di Napoli che è unico al mondo, e che va quindi rivalutato e preservato come bene comune ed immateriale da utilizzare a vantaggio della collettività. Anche se ci si rende conto che c'è un eccesso di idealismo in questo concetto.


Forum: privato/pubblico

La partecipazione dei cittadini per la costruzione del brand del luogo è fondamentale: più occhi che vedono, più menti pensanti, più idee ed opinioni che nascono.

Gli strumenti per rendere fattibile la partecipazione dei cittadini ci sono, basta saperli utilizzare.
La connessione tra partecipazione dei cittadini con la commissione-intellighenzia e l’amministrazione pubblica deve essere comunque lontana da strumentalizzazioni e faziosità.


Arte pubblica

L’ultima parte della proiezione in sala era destinata a slide relative ad azioni di arte pubblica spontanea (cittadini, street-arter…) e non (allestimenti ufficiali).

L’arte pubblica è un fenomeno molto frequente all’estero. Semplici cittadini si riappropriano degli spazi inutilizzati per creare momenti ludici e di aggregazione. Gli artisti vengono coinvolti dalle amministrazioni pubbliche per realizzare installazioni interattive. La città vive anche attraverso l’organizzazione di questi interventi, intelligenti, pensati, con effetti psicologici positivi su chi ne fruisce e portando in secondo piano il grigiore e la tristezza di cemento e asfalto.

Sono state mostrate installazioni che possono essere realizzate anche a costo zero, e in ogni caso si tratta di opere che contribuiscono a dare l’opportunità per la produzione di immagini fotografiche suggestive, stimolando l’interesse dell’osservatore-viaggiatore che prima o poi deciderà di visitare quei luoghi.
Occorrerebbe, quindi, incentivare operazioni di questo tipo.

Arte pubblica interattiva > divertimento e aggregazione sociale > brand > produzione immagini > feedback turistico > indotto economico. 
What else?


Archivio fotografico

Altro punto enunciato durante l’incontro è l’importanza per il Comune di una città di possedere un archivio fotografico ben catalogato, completo, aggiornato costantemente con immagini ben fatte e fruibili online (facilmente ricercabili). Perché è un-branding non poter facilmente trovare/vedere immagini di qualità relative agli eventi della città.

Per quanto riguarda Napoli, attualmente sono introvabili buone immagini di:
  • notturni delle fontane 
  • i castelli quando erano illuminati con luci colorate temporizzate 
  • le varie edizioni dello Street-Festival 
  • le varie edizioni della Festa della Musica 
  • le rassegne d’arte 

E l’elenco sarebbe troppo lungo…


Vietato fotografare

Ci si è proposti, inoltre, di rimandare a un prossimo incontro il tema che riguarda il divieto di riprese fotografiche dei Beni Culturali, in modo da approfondire in maniera più esaustiva i concetti legati all’utilità della divulgazione delle immagini di un territorio e al suo feed-back in termini di aumento dei flussi turistici.


Riccardo Dalisi e il suo appello

È stato infine rilanciato l’appello di Riccardo Dalisi sul rischio di scomparsa degli edifici storici (in particolare il Liberty del Vomero a Napoli) se entro il 30 giugno 2014 il Comune non censirà gli edifici privati considerabili storici.