News‎ > ‎

Non sparate sul paparazzo!

pubblicato 31 ago 2013, 01:22 da marco maraviglia   [ aggiornato in data 31 ago 2013, 02:17 ]

Oggi ricorre l'anniversario della morte della Principessa Diana Spencer (Lady D). Un incidente attribuito ad una corsa in auto per sfuggire all'inseguimento dei paparazzi, ma resta una storia dipinta di giallo che non può generalizzare e condannare il lavoro dei paparazzi.

Non sparate sul paparazzo! La sera del 31 agosto 1997 l'auto della Principessa Diana correva sulle strade di Parigi per sfuggire ai flash dei fotografi di gossip. Nessuna moto di quei paparazzi sbarrò la strada. Sembra che l'autista dell'auto non fosse particolarmente lucido. Sembra che dietro quella morte ci sia una pista attribuibile a certe manovre dei servizi segreti. Ma non è di questo che voglio parlarvi.

Non sparate sul paparazzo!
Paparazzi, fotografi che hanno fatto la fortuna dell'industria del cinema, della moda, perchè hanno reso celebri personaggi del mondo dello spettacolo, della politica, dell'economia. Hanno contribuito coi loro scatti ad innalzare la visibilità di personaggi pubblici che fa sempre bene al brand che devono veicolare. Nel bene o nel male purchè se ne parli.
Gossip, scoop, tradimenti, vizietti. Il paparazzo è inoltre una figura indispensabile nello scenario sociale di un Paese. È colui che ci mostra, attraverso i suoi scatti, lo stile di vita di persone che spesso vivono anche grazie al nostro denaro speso per un biglietto allo stadio, al cinema, per uno spettacolo teatrale o per un concerto.
Lady D, poverina, non era una rock-star, non era un'attrice di Hollywood, non era la donna di un calciatore. Aveva una vita da attivista occupandosi tra l'altro di mine anti-uomo e la sventura di avere un "amico", tal Dodi Al-Fayed, grosso imprenditore egiziano, di cui si dice ne fosse l'amante.
Stili di vita, personaggi pubblici dove il confine tra pubblico e privato, le 50 sfumature della privacy restano spesso soggettive, affidate talvolta al giudizio di qualche magistrato.
Stili di vita la cui consapevolezza popolare può influenzare la vita di un politico o di un amministratore delegato di un'azienda pubblica. Eppure, molte foto compromettenti non le vedremo mai, giaceranno probabilmente negli archivi delle agenzie fotografiche per i prossimi 50 anni e faranno parte di un altro tipo di mercato, un mercato parallelo per la compra-vendita di ricatti. Un mercato in cui il paparazzo molto probabilmente non ne sarà a conoscenza, non ne è coinvolto se non come solo esecutore degli scatti.

Non sparate sul paparazzo!
Paparazzo era il nome dato da Federico Fellini all'attore Enzo Cerusico nel film La Dolce Vita. Era il fotografo che nel film seguiva insistentemente, a caccia di scoop, Marcello Mastroianni ed Anita Ekberg.
Nasce quindi da Fellini questo nomignolo attribuito poi a tutti quei fotografi che non raramente vengono additati come guardoni, distruttori di coppie, zanzare fastidiose, violentatori di privacy, ospiti indesiderati, rompiscatole, invasori di spiagge frequentate da VIP e giù di lì, quasi come se fosse la peggiore categoria dei fotografi.
Ma non esiste categoria migliore o peggiore in tutto lo scenario della fotografia. Il paparazzo è un professionista quanto il fotografo di still-life, nè più nè meno di uno di moda o di un reporter di guerra.

Il paparazzo è un fotografo che rischia forse più di tutti i suoi colleghi le proprie attrezzature fotografiche e la propria incolumità: se viene scoperto è un classico il sequestro della fotocamera  (illegale se si trova in luogo pubblico) da parte del personaggio ritratto o essere malmenato dalle bodyguard.
Il paparazzo deve avere una resistenza fisica e pazienza che altri fotografi non hanno: compie lunghi ed estenuanti appostamenti a cui molti suoi colleghi non sono abituati.
Il paparazzo deve avere ottime qualità di PR per riuscire ad entrare in contatto con le persone giuste che gli facciano le soffiate.
Non sparate sul paparazzo, lui fa il suo lavoro. Senza di lui molte cose non le sapremmo. E non si tratta solo di gossip.

Dedicato a Tazio Secchiaroli.

Nella foto: paparazzi in una scena del film "La Dolce Vita" di Federico Fellini.