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Nuovi sbocchi lavorativi per il fotografo

pubblicato 08 nov 2011, 14:49 da marco maraviglia   [ aggiornato in data 14 feb 2015, 08:08 ]



Anche se la fotografia professionale subisce come tutti gli altri settori la crisi economica internazionale, un buon fotografo riesce sempre a reinventarsi nuovi sbocchi lavorativi.

Vediamo insieme alcuni nuovi canali per il lavoro del fotografo...


PHOTO-GRAPHICIST

È più che altro un operatore grafico di uno studio di comunicazione o, preferibilmente, di una stamperia offset o digitale che sia. È un esperto del colore, di RGB, CMYK, di calibrazioni monitor e di tutti i processi di stampa. Il suo compito è quello di ottimizzare e seguire la fedeltà di resa del colore in stampa rispetto alle foto originali. Sa dosare maschere di contrasto, luci e ombre, livelli e colore in Photoshop in base al tipo di inchiostri, carte ecc. che verranno utilizzate per la stampa.


PHOTO-TRASHER

È il netturbino delle foto, nel suo senso migliore della definizione. Molti archivi si stanno riempiendo di files che sono ormai obsoleti e non avranno in futuro nemmeno un valore antropologico, archeologico, storico. È come uno svuotatore di cantine. Gli Hard Disk dei computer, i server, gli archivi iniziano ad occupare troppo spazio e tutto va snellito. Il Photo-Trasher è lì che osserva tutte le foto e decide quali buttare nel cestino, quali cancellare, quali salvare, riarchiviando queste ultime con attenzione, con nuovi soft-ware di archiviazione più aggiornati.


CURATORE DI MOSTRE

All’estero vi sono centinaia di gallerie che espongono mostre di fotografi. In Italia la fotografia non è mai stata considerata arte come quanto all’estero.

Conobbi un discreto fotografo che si fece una passeggiata a New-York e non è mai più tornato: giunto nella Big-Apple fu subito consacrato un fotografo artista.

Mettersi dall’altra parte per un fotografo che decide di fare il curatore di mostre fotografiche o addirittura intraprendere l’avventura di gallerista, non è facile e consiglio in tal caso di leggersi la biografia di Leo Castelli, l’Italiano che inventò l’arte in America; famoso gallerista che riuscì a crearsi dal nulla un mercato dell’arte fatto di contatti importanti, Public Relation e un pizzico di fortuna.


DIGITAL ARTIST

Fare la foto, click e basta non serve più. La principale trasformazione che si sta avendo è la fotografia rielaborata, “manomessa”, “falsa”. Qualche tempo fa c’è stata una forte polemica per alcune foto che venivano passate al National Geographic cromaticamente “corrette”: savane troppo giallo-oro, striature di tigri di nero intenso, tramonti di rosso troppo intenso… eh no, se la foto deve mostrare la realtà e non ingannare il pubblico di lettori, così sia perché l’elaborazione digitale è opportuno che sia fatta solo in campo artistico.

L’Artista Digitale è una figura che sta prendendo sempre più piede ed è ancora ignota al grande pubblico. Inizialmente si dilettava in fotomontaggi ed altre elaborazioni senza senso, ma solo per mostrare la sua abilità di smanettone del computer. Poi si sono iniziati a produrre veri e propri lavori d’arte, frutto di progetti strutturati e alcuni dei quali sono pubblicati in un libro (Future Images, a cura di Mario Cresci) in cui sono raccolte fotografie di arte digitale che segnano il trend per almeno i prossimi 4-5 anni.


FOTOGRAFO DI NET ART

Quando nel 2003 ho fatto l’esame da privatista all’ISA Boccioni di Napoli, parlai di una mia intuizione, di ciò che sarebbe potuta diventare l’arte digitale da lì a qualche anno. Parlai della grande opportunità di internet, della posta elettronica e del Photoshop e dell’unione in simbiosi di questi strumenti.

Feci immaginare la possibilità di un gruppo di fotografi sparsi nel mondo che, senza nemmeno conoscersi si passavano più volte una stessa foto per posta elettronica per intervenirci, modificarla, trattarla… 


SELEZIONATORE FOTO PER FAMIGLIE

Ed ecco un'altra frontiera che potrebbe prendere piede e che consiglio agli amanti delle "cantine" dove dischetti, pen drive ed hard disk sono una miniera di foto che non sono mai state stampate.

Tutti gli hardware e supporti che contengono le centinaia e migliaia di immagini di famiglia mai stampate, prima o poi salteranno. Si auto-distruggeranno per una strana alchimia tecnologica che non riguarda solo l'obsolescenza programmata, ma i limiti della tecnologia.

Immagini che fanno parte della memoria storica delle famiglie che non sono mai state stampate ma sono a rischio-cancellazione.

Una mamma o un papà dovrebbero di volta in volta selezionare le foto scattate nei momenti migliori della loro vita familiare (compleanni, viaggi...) e portarle a stampare in un normale fotolaboratorio (i Kodak express li ricordate?) per allestire l'album di famiglia.

Non farlo significherebbe perdere traccia del proprio passato. Dimenticarsi con chi si sono condivisi i giorni migliori della propria vita.

Un giovane studente potrebbe proporsi ad amici e parenti, a fronte di un ragionevole compenso, per visionare tutte le immagini digitali, selezionarle, metterle un po' a posto col Photoshop ed occuparsi anche della stampa se non anche dell'impaginazione per stampare un album.