Trucchi e Segreti




I trucchi e segreti della fotografia raccontati da due fotografi professionisti di Napoli che dedicano parte del loro tempo ad insegnarli durante i loro corsi di fotografia.

Osservare un dipinto per imparare

pubblicato 11 gen 2016, 14:14 da marco maraviglia   [ aggiornato in data 12 gen 2016, 00:05 ]

Osservare la pittura può spesso essere utile per imparare a fotografare. È il caso di un'osservazione approfondita di Ritratto d'uomo di Antonello da Messina, opera che è stata esposta presso il Palazzo Zevallos di Napoli.

Ritratto d'uomo di Antonello da Messina
Una tavola senza dubbio da studiare in un buon corso di fotografia per il virtuosismo della luce tipica della pittura fiamminga. Ma anche per riuscire a capire come evitare l’eccesso dei riflessi di un bank negli occhi. Come dosare la postproduzione in Camera Raw e col Photoshop: dove intervenire con la chiarezza e con che intensità per far emergere certi dettagli, fino a che punto utilizzare la gamma dei skin-brushes per turare i pori della pelle, porsi problemi etici di fotoritocco e tante altre belle cose.

Perché non fare foto gratis

pubblicato 27 nov 2014, 03:50 da marco maraviglia   [ aggiornato in data 27 nov 2014, 03:52 ]

Ecco qualche trucco per evitare di lavorare gratis quando un amico o un conoscente ti chiede di fare qualche foto gratis.

foto gratis
In realtà, se ti fa piacere fare un favore a un amico, va bene ma ci sono alcune considerazioni che bisogna ricordare perché un servizio fotografico non è semplicemente fare click e poi tutto finisce lì.
C'è il rischio che potresti perdere qualche cliente potenziale se l'amico facesse circolare foto in rete che tu avresti scartato, magari col tuo nome sopra pensando di ricambiarti il favore.

Eppure, ci sarebbe un modo per fare foto gratis guadagnandoci un po'. Almeno in termini di branding, ma anche in questo caso bisognerebbe fare le giuste valutazioni e... leggi l'articolo.

Come trovare una fotomodella

pubblicato 24 nov 2014, 00:06 da marco maraviglia   [ aggiornato in data 24 nov 2014, 00:08 ]

Come trovare una fotomodella al volo quando viene a mancare chi ti ha già confermato un appuntamento per lo shooting?
Un po' di esperienza e di faccia tosta ti aiuteranno e riuscirai a portare a casa le foto che ti hanno chiesto.

fotomodella a Capri
Fu una giornata a rischio. L'amica che avrei dovuto fotografare per delle foto che mi chiese di realizzare il photo editor di Repubblica, perse l'aliscafo.
Non si trattava di uno shooting per un'azienda di moda e quindi potevo risolvere alla meglio.
Non mi sono mai rivolto alle agenzie casting per cercare fotomodelle perchè ho sempre fatto scouting per strada, in discoteca, sugli autobus e, per un certo genere di foto, le fotomodelle non professioniste hanno sempre risolto le mie esigenze.

Osservare con la mente

pubblicato 13 nov 2014, 00:33 da marco maraviglia   [ aggiornato in data 13 nov 2014, 00:38 ]

"Immagini oltre il silenzio" è la nuova ricerca didattica per i corsi di fotografia di Photo Polis.
Questo è un esempio che stimola la percezione visiva affinchè gli allievi possano capire quanto sia importante l'osservazione che va oltre il senso della vista.

immagini oltre il silenzio
Osservate con la mente e non solo con gli occhi la foto a fianco (si può ingrandire cliccandoci sopra): riuscite a vedere 10 facce? In quanto tempo le avete individuate? Se non avete superato i dieci secondi siete già fotografi provetti o avete ottime possibilità per diventarlo.

Se non le individuate possiamo aiutarvi ad allenare l'occhio e la mente con uno dei nostri corsi di fotografia.
Ma non solo questo.
Possiamo infatti insegnarvi a stimolare la curiosità che è un'altra dote fondamentale per un fotografo.

Quando si trova un'immagine in rete che piace non vi viene la voglia di sapere chi l'ha fatta, perchè l'ha realizzata, la sua storia?
Ecco allora che ho fatto una veloce ricerca scoprendo che l'immagine di sopra è stata manomessa perchè l'originale contiene più tratti grafici che completano i due volti in basso.

Ma sono voluto andare oltre ed ho scoperto altro...
Amici cari, i dieci volti celati nell'albero non sono altro che i 10 personaggi più importanti del secolo in India. Potete riconoscere sicuramente Mahatma Gandhi in uno di essi.
Chi sono questi personaggi, questi leader del secolo dell'India?
Eccoli:

  • Shahid Bhagat Singh
  • Shri Lal Bahaddur Shastri
  • Dr. Sarvapalli Radhakrishnan
  • Yogi Aurobindo Ghosh
  • Priyadarshini Indira Gandhi
  • Babu Jagjivan Ram
  • Shahid Chandrashekhar Azad
  • Khan Abdul Gaffar Khan
  • Shri Jayprakash Narayan
  • Mahatma Gandhi

Immagini Oltre il Silenzio by Photo Polis

Fotografia e dispersione scolastica

pubblicato 03 nov 2014, 09:28 da marco maraviglia   [ aggiornato in data 03 nov 2014, 09:29 ]

È possibile combattere la dispersione scolastica attraverso progetti di insegnamento della fotografia? Quali sono le strategie per coinvolgere i ragazzi difficili?

fotografo la mia città PON F3 Napoli Marco Maraviglia
Ecco un'esperienza di Marco Maraviglia che ha partecipato come docente esperto a un PON in una scuola di Napoli, l'ITG Gian Battista Della Porta.
Svelati alcuni segreti per tenere alta l'attenzione di ragazzi iperattivi i cui interessi sono fondamentalmente i social network.

Senza reflex ma armati di soli smartphone, si sono incuriositi di fronte alle opportunità comunicative che può dare la fotografia.

Le fotografie delle società immobiliari

pubblicato 28 set 2012, 03:12 da marco maraviglia   [ aggiornato in data 06 nov 2014, 23:35 ]

Le società immobiliari fanno un grande uso della fotografia di architettura, ma nella maggior parte dei casi la qualità è scadente e ciò compromette l’appetibilità degli immobili che propongono ai loro potenziali clienti.

Gli opuscoli cartacei e i siti web delle agenzie immobiliari sono ricchi di immagini fotografiche che mostrano interni ed esterni di case, ville, immobili commerciali. Molte di queste foto purtroppo sono di qualità scadente. Come realizzare delle buone foto di architettura?

Le foto in questione sono scattate dagli stessi agenti o convocando il fotografo di quartiere che spesso non è tanto esperto nel fornire poi immagini lavorate in post-produzione col Photoshop. La lavorazione digitale è indispensabile, non per realizzare chissà quali effetti speciali, ma perlomeno per adattare le immagini a seconda della destinazione di utilizzo: internet o cartacea.
È un peccato dover presentare appartamenti prestigiosi con fotografie che non rendono al meglio gli ambienti e le rifiniture. 
A molti di noi sarà capitato di cercare casa e, tra l’altro, renderci conto sul posto durante la visita che le foto che avevamo visto sulla comunicazione web o cartacea di un’agenzia immobiliare, non coincidevano.
In fotografia certi ambienti stretti, stanze di pochi mq, si pensa di poterli riprendere solo con un grandangolo o, nella peggiore delle ipotesi, con un fish-eye, ma non è così.
È fondamentale che un immobile, fotograficamente, sia presentato con una certa corrispondenza con quella che è la percezione dal vivo al momento della visita del potenziale acquirente. Possibilmente le immagini dovrebbero essere un pochino più attraenti dell’immobile stesso perché il bacino di utenza si allarghi in percentuale maggiore. Poi, il lavoro successivo è dell’agente; starà a lui animare l’atmosfera per rendere più cordiale l’ambiente, l’appartamento da vendere o fittare entrando in empatia col cliente.

Ma ora vediamo quali sono i difetti principali delle immagini proposte dalle società immobiliari ovvero, come realizzare foto per le agenzie immobiliari.

Luce
La luce in ogni fotografia è fondamentale, ma si vedono spesso foto di ambienti poco luminosi o “buchi” di luce di finestre che si possono evitare. Anche le zone più scure possono essere schiarite e non c’è bisogno di portarsi un parco-luci sul posto, è possibile intervenire in Photoshop anche dopo la realizzazione delle foto.
Tristissime le foto dove sono inquadrati lampadari e lumi spenti. Le dominanti di colore vanno corrette.
Fotografie scattate in situazioni di luce mista vanno altrettanto corrette decidendo quale tonalità di colore principale si vuole evidenziare.

Colore
Il colore in fotografia è fondamentale nel senso che non deve essere necessariamente accentuato. Almeno non sempre. A volte può distrarre l’attenzione dal soggetto principale. Ma quando si mostra un ambiente semplice, nudo e crudo, è bene aumentarne il dosaggio, senza esagerare, per far contrastare ad esempio il colore delle pareti con quello del parquet. Ma certo non va usata la funzione “contrasto” del Photoshop per raggiungere l’effetto desiderato.
Non bisogna inoltre sottovalutare la possibilità di trasformare la foto dal colore al bianconero o in altra tonalità di colore. Ma attenzione sulla scelta del monocolore: i cosiddetti colori freddi possono essere controproducenti.

Prospettiva

Le linee convergenti verso l’alto possono essere gradevoli se si tratta di una foto in esterno di un fabbricato che architettonicamente si presta. I grattacieli di New York ripresi dal basso, per intenderci o, al limite, quando si tratta di un agglomerato urbano di un borgo per renderne l’imponenza feudale, o altre costruzioni la cui “aerodinamicità” si presta.
Ma se si fotografa un palazzo comune o anche storico, conviene che le linee verticali di questo siano perfettamente verticali.
Ovviamente, dato il punto di vista basso di chi fa la foto, è impossibile con una semplice reflex o con una fotocamera compatta gestire la prospettiva. Occorrerebbe il banco ottico o perlomeno un obiettivo decentrabile, ma qui parliamo di foto “scatta usa e getta” per cui non conviene sobbarcarsi di una spesa in più per acquistare attrezzature professionali. Ma con economia il problema si può risolvere… col Photoshop, ovviamente.

Orizzonte inclinato
Preferibile evitare le foto dove vi sono inquadrati splendidi terrazzi con annessa vista su… orizzonti storti!
Se proprio al momento dello scatto non si è riusciti a dare orizzontalità alla linea del mare o quella del campo di grano che si estende ai piedi dei monti, niente paura, la si può raddrizzare successivamente.

Cieli bianchi
Le foto in esterni sono orribili quando c’è un cielo bianco o velato. C’è la possibilità di poterlo aggiungere ma a volte è troppo laborioso e l’immagine risulterebbe artefatta. Si potrebbe optare per un intervento in HDR, ma è una soluzione adatta per foto artistiche o per particolari still-life. Quindi, preferire cieli azzurri o crepuscolari o con la presenza di nuvole vanno bene lo stesso. Attenzione ai “buchi bianchi”, le sovraesposizioni delle nuvole.

Panoramiche

La maggior parte delle agenzie immobiliari non pubblica panoramiche degli ambienti, eppure sono suggestive da vedere e rendono a colpo d’occhio l’insieme delle stanze di un appartamento o di un ufficio da vendere o fittare. Non è difficile realizzarle, non occorre nemmeno un treppiede. Quelle fatte con uno smartphone possono passare, ma occorrerebbe comunque poi lavorarle in Photoshop per fare gli aggiusti di cui sopra.

Qualità di riproduzione
La tecnica di ripresa fotografica e la postproduzione digitale in Photoshop stanno alla base di una buona foto, ma non bastano.
Se le immagini vanno pubblicate sul sito web vanno trattate in un certo modo che è diverso da quello per cui vengono lavorate per la stampa tipografica.
Per il web devono essere ovviamente leggere, di pochi Kb e ciò non significa che debbano essere necessariamente piccole per quanto riguarda le dimensioni in centimetri. Una foto di 30Kb 7x10cm di formato può avere lo stesso peso (30Kb) anche se è di formato 10x15cm.
Per la stampa offset è un altro discorso. La qualità finale dipende da tutti gli accorgimenti che abbiamo adottato per l’elaborazione in Camera Raw e in Photoshop che devono essere in relazione al tipo di carta e di inchiostro su cui si stampa la brochure.
Non notate che molte foto delle brochure che danno gratuitamente hanno colori impastati, torbidi, le foto non sono ben dettagliate? Ebbene, si può fare di meglio.

Foto di copertina
Altro discorso da fare è per quelle foto bellissime che campeggiano su alcune copertine delle brochures che poi non hanno nulla a che vedere con la qualità delle foto delle pagine interne.
Sono immagini i cui diritti d’uso sono acquistati da agenzie fotografiche o direttamente da fotografi (a volte vengono usate anche le foto di un dipendente dell’agenzia immobiliare che ha fatto una bella foto della propria città). A volte sono addirittura rubate da internet.
In termini di comunicazione è fondamentale la coerenza del messaggio: le immagini interne devono essere all’altezza di quella di copertina. Altrimenti sarebbe come incontrare una bella donna, ben vestita ma che quando apre la bocca tira fuori parolacce.

Conclusioni
Ovviamente l’utenza che intende acquistare o prendere in affitto una casa o un ufficio non cerca di trovare immagini degne di una rivista di architettura, ma cerca di capire, di leggere attraverso le foto se ciò che vede è quello che gli può interessare. Quindi la qualità delle immagini inficia non poco sul contatto iniziale, sul desiderio di vedere l’immobile.
È anche evidente che le agenzie immobiliari non possono a volte sobbarcarsi di un lavoro che non rientra nelle loro competenze e sarebbe bene se affidassero la realizzazione delle immagini o almeno la loro postproduzione, a validi professionisti.

Se sei interessato a frequentare un corso o un workshop di fotografia di architettura, clicca qui.

Se sei interessato invece ad avere un preventivo per la realizzazione e/o la postproduzione delle immagini già realizzate per la tua comunicazione, manda una mail a info@photopolisnapoli.org specificando nell’oggetto “preventivo”.

NOTA: articolo citato da il Sole24Ore.

L'inquadratura aurea in fotografia

pubblicato 28 lug 2012, 09:25 da marco maraviglia   [ aggiornato in data 28 lug 2012, 09:25 ]

Cos'è l'inquadratura aurea, come nasce una fotografia che abbia una certa armonia estetica già al momento della ripresa.


Non sto qui a raccontarvi della de divina proportione della Grecia classica, di Leonardo, di Luca Pacioli o di qualcun altro.

Vorrei soltanto dirvi che una fotografia bene inquadrata ha dietro una giusta armonia, un ritmo che richiama quelle regole geometriche dell’estetica scoperte da chi filosofeggiava intorno alla bellezza nell’antica Grecia.

Molti di voi già sanno che i templi greci rispettavano dei canoni di proporzione nella progettazione di timpani e colonne che li facevano sembrare più imponenti, ma innanzitutto, armonicamente perfetti. Forse siete di meno invece a sapere che le statue greche erano scolpite per dare altrettanta imponenza, che richiamano l'effetto grandangolo di oggi. Ma questa è un’altra storia.

Bisogna però dire che la perfezione visiva nasce dallo studio della matematica, dalla geometria in quanto si scoprì che l’armonia da essa proveniva: dai numeri!!!

Per fare una bella foto insomma, non basta avere un bel soggetto da riprendere, un’ottima fotocamera, un obiettivo luminoso e saper smanettare col Photoshop. Occorre sapere anche individuare nell’inquadratura l’armonia compositiva giusta, quella che, anche se intuitivamente, senza conoscere rettangoli o spirali auree, ci fa dire “è questa”.

La regola dei due terzi di cui in qualche corso di fotografia avrete sentito parlare, non è che un punto di partenza. Per principianti, dilettanti, ma è bene conoscerla. Ma non basta.
Immaginate infatti di scomporre la vostra inquadratura in innumerevoli diagonali, rette parallele, cerchi e semicerchi e avrete una serie di spazi ideali coi quali comporre il vostro scatto fotografico.

Alcuni vedono nel rettangolo aureo o nella spirale di Fibonacci i principali schemi di composizione fotografica, ma andate oltre, cercate altre simmetrie e quando ne sarete padroni, potrete iniziare a rompere gli equilibri simmetrici cercandone di altri magari dedicandosi all’osservazione di opere di chi il ritmo compositivo lo ha trovato cercandosi regole proprie come provò a fare, con bei risultati, l'artista Piet Mondrian.


Se ti interessa approfondire questo argomento, puoi partecipare a uno dei nostri corsi di fotografia e precisamente:

Come allestire un book fotografico

pubblicato 28 mag 2012, 10:51 da marco maraviglia   [ aggiornato in data 28 gen 2014, 00:52 ]

Il book fotografico è il primo biglietto da visita per chi intende iniziare l'esperienza della pubblicità, della TV o del cinema come comparsa, modella, figurante. Gli uffici casting ne sfogliano a decine ed è importante riuscire a farsi notare anche con poche foto. Come realizzarlo? Quanto costa?


IL BOOK: IL PRIMO INVESTIMENTO PER CERCARE LAVORO

Uno degli investimenti indispensabili per un attore o attrice, per le fotomodelle o aspiranti tali, è l'allestimento di un proprio book fotografico. E' una spesa che purtroppo viene trascurata da molti o che, una volta fatto il proprio book fotografico, si pensa che possa restare con le stesse foto per anni e anni, senza aggiornarlo per dargli una storia curriculare. Nella peggiore delle ipotesi, vengono inserite foto amatoriali, scattate in vacanza e ciò non può che far sorridere i responsabili degli uffici casting.
Anche se non si è professionisti, il book deve essere realizzato professionalmente, compatibilmente col proprio budget di spesa iniziale per avventurarsi tra agenzie castingproduzioni cinematografiche o televisive, produzioni di spot pubblicitari...

COME AVERE FOTO GRATIS

http://www.photopolisnapoli.org/corsi-di-fotografia/corso-base-per-book-fotografico
A volte è possibile aggiornare il book con foto nuove in modo del tutto gratuito con la formula 
TFP (Time For Print) o TFCD (Time for CD). Si tratta di realizzare uno shooting fotografico dove la foto-modella o attore che sia, riceve in cambio del proprio tempo messo a disposizione del fotografo, alcune stampe fotografiche o un CD (TFCD).
E' una pratica diffusa anche da fotografi professionisti che intendono sperimentare nuove soluzioni creative per la fotografia di moda o pubblicitaria e i più affermati riescono ad avere la collaborazione anche di foto-modelle professioniste che magari hanno già lavorato per quel fotografo e sono rimasti in buoni rapporti.
Ma per l'aspirante attore è difficile avere a disposizione gratis un fotografo professionista, ma sicuramente tra i suoi amici riuscirà a risalire ad un bravo foto-amatore che sta nella stessa barca, che intende proporsi come fotografo nel mondo del mercato ed è a caccia di persone disposte a posare gratis per lui. Questa in fondo, è la prima strada da percorrere. Accettare uno shooting fotografico di un bravo foto-amatore ma, ovviamente, non prima di aver visto ciò che ha già realizzato per mettersi nelle sue mani e non rischiare di perdere il proprio tempo.


COME DEVONO ESSERE LE FOTO PER IL BOOK FOTOGRAFICO

Le foto per un book fotografico devono essere possibilmente in stile pubblicitario, come se fossero realizzate per un servizio di moda, ma non con effetti speciali che non facciano riconoscere il viso e la sua espressività. Devono essere almeno 15-20 stampe f.to 20x30 che si alternino tra primi piani, figure intere, piani medi... Foto in esterni, interni e in studio, varie condizioni di luce: diurna, flash in studio,high-key (foto luminose) e low-key (immagini scure, sature). L'abbigliamento deve essere diverso non proprio per ogni foto ma almeno per 4-5 foto... a volte basta anche solo un accessorio, un cappello, un foulard, un paio di occhiali per dare un senso totalmente diverso alla foto.
Non fate ritoccare le foto dal fotografo, i nei, le rughe, la texture della pelle devono essere quelli che vi porterete ad un provino e quindi non bisogna ingannare le agenzie. E' chiaro, se proprio il giorno delle riprese vi è spuntato un brufolo, fatelo pure rimuovere in Photoshop.
Chi intende fare l'attore/attrice, fondamentali sono i PP (Primi Piani): viso con trucco e natural, espressioni che varino dal sorriso, grinta, rabbia, risata, malinconia, erotismo... Bisognerebbe procurarsi uno specchio per controllarsi meglio le espressioni del viso durante le riprese, ma è meglio esercitarsi per un bel pò prima di presentarsi sul set. Se si ha un perfetto controllo sulle arcate sopraccigliari, fatelo notare al fotografo. Vale lo stesso se si ha una parte del corpo perfetta: a volte si fanno dei casting solo per un bel paio di mani o per la sola bocca/denti, occhi... Si pensi a Michelle Hunziker che ha avuto la grande fortuna di avere un bel sederino ed ha iniziato la sua carriera facendo da testimonial ad una nota casa di slip.

QUANTO COSTA UN BOOK FOTOGRAFICO
Se si individua un fotografo che, aimè, non è un amico e bisogna cacciare la grana non bisogna spaventarsi per il prezzo che proporrà. Chi spara 500,00 euro probabilmente potrà fare un buon foto-servizio anche per 200,00 euro. Più limitato, più ristretto in termini di tempo dedicato alle riprese e magari solo in studio o solo in esterni, ma si potrà disporre già delle prime buone foto.
Si può partire da un minimo di 100,00 euro per foto realizzate solo in studio e per tirare dall'intero servizio 4-5 scatti decenti. Più si sale di prezzo e più aumenta non la qualità del servizio fotografico di per sè, ma il contorno: la realizzazione di un composit in PDF da poter trasmettere via e-mail, una galleria fotografica già pronta per essere inserita sul proprio sito web, il book impaginato in 20-30 pagine e stampato in digitale per 5-10 copie...
Se vi chiedono meno di 100,00 euro probabilmente è perchè si tratta di un amico che già conoscete
o perchè è qualcuno che vi riserva il cosiddetto "pacco" finale: le sorprese non finiscono mai e quindi occhio!!
Insomma, l'importante è investire sul proprio biglietto da visita che è appunto il book.
Senza di esso è più difficile trovare un agente o un lavoretto come comparsa in una fiction-TV.
 

RACCOMANDAZIONI PER LE RAGAZZE ALLE PRIME ARMI
Innanzitutto, se non conoscete bene il fotografo fatevi accompagnare sul set (per evitare spiacevoli avance) da un amico, da una sorella... se siete minorenni sappiate che dovreste farvi accompagnare da un genitore che dovrà firmare una liberatoria per acconsentire alle riprese fotografiche.
La liberatoria tra l'altro deve contenere finalità dello shoting fotografico specificando per quale uso si fanno le foto e specificare se nel caso di utilizzo commerciale da parte del fotografo, si viene remunerati e quanto (a gettone, a percentuale). Deve essere firmata da soggetto ritratto e fotografo e ognuno deve avere la propria copia. Va firmata possibilmente prima delle riprese.

Foto di Marco Maraviglia / PhotoPolisNapoli

Sfoglia uno dei nostri book:

Il segreto dell'uomo che non sapeva intorno a lui

pubblicato 15 apr 2012, 04:00 da marco maraviglia   [ aggiornato in data 15 apr 2012, 04:01 ]

Dietro a una foto che si vuole pubblicare, c'è sempre una selezione a monte di più scatti simili tra di loro e a volte basta poco per ingannare il pubblico.

Nei giorni scorsi, proprio durante quelli in cui si svolgevano le regate dell'America's Cup a Napoli, ho pubblicato su Facebook una foto di via Caracciolo che aveva un effetto surreale dato che l'immaginario collettivo di quei giorni era condizionato da centinaia di immagini che circolavano in rete dei catamarani con il castel dell'Ovo, il Vesuvio o i palazzi della collina di Posillipo sullo sfondo.
Qualcuno avrà pensato che comunque la foto era stata scattata in un giorno in cui non c'era gente sul lungomare per l'assenza di regate, ma incosciamente so che molti avranno pensato che la foto sia stata scattata quando la ZTL in via Caracciolo era già stata attivata.

Non è così. Ecco nella foto sotto il backstage della foto in questione dove si nota nel cerchietto rosso, lo stesso uomo al di là delle auto che percorrono la strada non ancora pedonalizzata.


The Show is over. Vita da free-lance negli anni '90.

pubblicato 03 mar 2012, 07:13 da marco maraviglia   [ aggiornato in data 03 mar 2012, 07:14 ]

Fino agli anni '90, quando c'era ancora la pellicola i fotografi free-lance riuscivano a crearsi un proprio territorio professionale basandosi su alcuni trucchi di approccio.


The Show is over

Nulla è più come prima

Quando si lavorava ancora con pellicola, molti fotografi sviluppavano e stampavano nella propria camera oscura le foto perché era complicato far capire a un laboratorio esterno che non dovevano avere il giusto contrasto perché i quotidiani richiedevano immagini piatte, senza neri intensi, coi bianchi leggermente grigi. Erano le esigenze tecniche redazionali dei giornali che dovevano essere rispettate e la qualità artistica doveva andarsi a far benedire.

Negli anni ’90 era entusiasmante fare questo tipo di lavoro che avevo intrapreso per conto mio senza che nessuno mi avesse indirizzato. Avevo la grinta che mi consentiva di menarmi in piccole avventure in territori che non conoscevo.
Erano gli anni del cosiddetto nuovo rinascimento napoletano, c’era un gran fermento culturale, il nuovo cinema partenopeo, il centro sociale Officina ’99, sbancavano gli Almamegretta, concerti in ogni luogo della città, il Maggio dei Monumenti… C’era parecchia roba interessante da fotografare, insomma.

Ero probabilmente il fotografo più presente ai concerti che si svolgevano in città. Tutti i managment artistici mi conobbero presto e non avevo difficoltà nel farmi accreditare per concerti dove il numero dei fotografi accettati era limitata.
Come sempre ero quello che arrivava in anticipo all’evento e ciò mi consentiva di infilarmi nei backstage e poter realizzare scatti che nessun altro avrebbe potuto avere. Sì, qualche volta eludevo la security spacciandomi per un amico di Lorenzo (Jovanotti) o con la scusa di dover parlare con un direttore artistico. Chi non risica non rosica (chi non rischia non mangia), si dice da queste parti. E mi è sempre andata piuttosto bene.

Non avevo alcun contratto con agenzie fotografiche e tantomeno coi giornali, ero un free-lance. Indipendente. E non mi mettevo ansia nel sviluppare le pellicole e stampare le foto la notte stessa per portarle subito ai giornali. Forse perché sapevo che anche se non ero primo ad arrivare nelle redazioni, avrei comunque piazzato le mie foto perché erano diverse, più personali rispetto allo standard. Non poteva essere altrimenti per le conoscenze di cultura dell’immagine che avevo acquisito attraverso i miei studi da autodidatta fatti durante gli anni ’80 nel campo pubblicitario e che furono coronati dalla qualifica di Tecnico Pubblicitario con l’esame che sostenni nel 1988.

Scattavo con la mia Nikon F2 su pellicola T-Max3200 della Kodak. Ero molto selettivo nella scelta delle foto dai provini che effettuavo. Stampavo solo il top che mi era riuscito di fare. La mia camera oscura era allestita nella stessa stanza in cui dormivo e ricordo che d’Inverno, quando finivo di stampare la sera prima di andare a dormire, non aprendo la finestra per far uscire le esalazioni dei sali del fissaggio e dell’acido citrico, mi svegliavo all’indomani con la gola irritata. Chi non risica non rosica…

La parte più bella di quel lavoro, non era tanto quella di entrare in contatto con gente di spettacolo, scherzare con loro, sedurla con simpatia per ottenere qualche foto esclusiva e magari anche litigarci, ma ritrovarsi poi coi responsabili degli uffici-foto dei quotidiani che scorrevano le foto sulla scrivania per scegliere quali acquistare.
Ogni foto che mettevano da parte, facevo il conto del guadagno ed era una libidine.
All’epoca una foto veniva pagata da un quotidiano dalle 20mila lire (Il Manifesto) alle 150mila lire (il Corriere della Sera). Non ero giornalista, ma avendo una mia Partita IVA potevo esercitare comunque quel tipo di attività. Anche oggi non sono giornalista, ma questa è un’altra storia.

Le cose andavano benino, per ogni viaggetto tra Roma e Milano incassavo, tolte le spese di viaggio, circa 400-600mila lire che servivano per arrotondare con gli altri lavori che svolgevo a Napoli: servizi per convegni, foto di archivio per le agenzie pubblicitarie…
Verso la fine del 1999 tutto cambiò.
Iniziò una crisi editoriale e non solo.

I fotografi da Roma a salire si erano attrezzati con fotocamere digitali o con scanner per digitalizzare le immagini che producevano in analogico e le redazioni iniziavano a ricevere le foto via e-mail (all’epoca via ISDN o FTP) penalizzando chi ancora non si era aggiornato.
Ma non era tutto. Accadde infatti che furono stesso i managment artistici che, vedendo che in tempi di crisi editoriale i giornali non pubblicavano foto decenti dei loro artisti, inviavano gratis nelle cartelle-stampa 4-6 foto. A costo zero. Un’operazione di marketing che faceva bene alle produzioni e ai giornali ma non certo ai free-lance.

Ricordo l’ultima volta che andai a Roma con le mie foto. Il Tempo, La Repubblica, Il Manifesto, Liberazione… tutti presero meno foto del solito. Arrivato alla portineria dell’Unità, il custode blindato dietro a un vetro anti-proiettili non mi voleva far salire. Feci un gran casino per farmi ricevere e alla fine salii all’ufficio-foto. Il responsabile era cambiato e mi spiegò che si erano “informatizzati” e pertanto non ricevevano più i fotografi fisicamente. Tutte le foto che andavano a pubblicare di volta in volta, le ricevevano via e-mail o via FTP.

Prevedevo questo cambiamento. Sapevo che prima o poi saremmo entrati nell’era del digitale. Lo intuivo già da prima che nascessero le fotocamere digitali. Già da prima che negli anni ’80 si affacciasse internet. Perché pensavo che non era possibile che alla soglia del 2000, per inviare una foto a una redazione di un giornale, si dovessero utilizzare ancora gli spedizionieri, i pony-express. Ricordo quando feci una questione con uno dei tanti rappresentanti di fax che telefonavano in studio per propormene uno nuovo ed io dissi che di nuovo poteva esserci solo la possibilità di poter trasmettere una foto nitida e non con effetto foto-copia, come fosse una sorta di Telex a basso costo. Mi risposero che ero un pazzo. No, dissi io, applicavo semplicemente il concetto cartesiano “cogito ergo sum”. Tutto è possibile nel momento in cui si immagina.

Nella foto in alto, Lionel Hampton nei camerini del Teatro Mercadante di Napoli.

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