Come fotografare la danza

pubblicato 14 nov 2011, 13:01 da marco maraviglia   [ aggiornato in data 14 nov 2011, 13:02 ]



La fotografia di danza è uno dei rami della fotografia di scena, ma per la danza occorre che il movimento della coreografia del ballo non sia sempre e necessariamente fermato in un fotogramma.


La foto di un ballo deve raccontare il ballo stesso perchè il ballo è movimento e lo si deve lasciare intendere attraverso lo scatto.
In un teatro l'illuminazione scenica spesso è abbastanza critica, specie se non ci viene offerta la possibilità di stare nelle prime file o in prossimità del palco e ciò non può che girare a proprio vantaggio, o perlomeno non bisogna andare in panico se siamo costretti ad utilizzare tempi molto lenti per realizzare le nostre foto. Perchè la danza è movimento ed è bene che lo si evinca dalle foto.
Ci sono almeno 4 opportunità per immortalare la danza fotograficamente senza creare l'effetto "belle statuine":

  1. mosso voluto
  2. congelazione nel punto morto
  3. doppia esposizione
  4. sequenza

Torniamo un attimo al concetto di "belle statuine". Un'immagine dove si vedono persone in posa da ballo come se fossero ferme, non rende certo l'idea del movimento e nella maggior parte dei casi sono anche esteticamente sgradevoli. Fotografare sculture sarebbe meglio perchè una scultura (immobile) è stata realizzata dall'artista sublimando nel marmo tutta l'energia del movimento pur rimanendo una situazione statica.
Fotograficamente invece, non possiamo, almeno professionalmente, scattare foto statiche a meno che l'intento non sia quello di produrre foto per un manuale di ballo dove è importante mostrare le figure principali di un tango o di un waltzer.
Fare foto per la danza che possano avere una destinazione artistica, editoriale, è utile quindi attenersi alle quattro situazioni sopra enunciate.


Il mosso voluto è quando il movimento della danza è effettivamente visibile nel fotogramma, a volte fino all'estremo dove l'immagine appare a prima vista molto confusa, quasi un'esplosione di pennellate di colori ma che l'osservatore destinatario, specie se amante della danza, riesce a riconoscere per percezione semiotica.
La congelazione del punto morto consiste invece nel riuscire a scattare la foto nel suo punto di massima tensione (un salto, l'istante finale di una figura...) oltre il quale c'è un passaggio ad un'altra figura coreografica che fotograficamente può essere "rumorosa".
La tecnica della doppia esposizione veniva realizzata ai tempi delle fotocamere analogiche che avevano un dispositivo che consentiva di poter scattare 2 immagini sullo stesso fotogramma. Oggi è possibile comunque raggiungere lo stesso effetto in postproduzione utilizzando il Photoshop.
Si scattano più foto nell'arco di un tempo ristrettissimo che vengono successivamente sovrapposte dosando le giuste tasparenze tra loro.
La sequenza fotografica è probabilmente la soluzione più banale, ma serve a rendere l'idea dei passaggi da una figura di ballo all'altra.
Ma non è tutto, approfondimenti in merito e molti altri trucchi e segreti vengono spiegati nei nostri corsi di fotografia.